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Il Manifesto di Punto Europa.

Punto Europa è una rete aperta di persone unite attorno all’esigenza di intraprendere un percorso di:

§crescita umana;
§formazione culturale-politica;
§ rinnovamento della classe dirigente.

Pensiamo dunque ad un luogo aperto che favorisca il dialogo e la creatività attraverso la relazione interpersonale, l’aggiornamento, il momento organizzativo …

Ecco ora alcuni interrogativi e “parole chiave” emergenti che vogliamo approfondire e, fin dove è possibile, condividere nel loro orizzonte di senso e di azione, sia pure in una dimensione sempre critica e circolare, dunque mai esaustiva.

 

1.   PRIMATO DELLA COSCIENZA E DEL PRINCIPIO DI RESPONSABILITA’

   La partecipazione a Punto Europa è basata sul primato della coscienza e del principio di responsabilità.La coscienza chiama alla conoscenza di se stessi: questa può crescere solo mediante la ricerca della verità, che a nessuno, però, è dato di possedere; ed è solamente attraverso il dialogo con altre persone - di per sé singolari e irripetibili, mai definibili una volta per tutte -che si apre la possibilità di condividere con altri l’esperienza dell’umano e quindi di arricchire l’esperienza del singolo con la conoscenza di altre esperienze. La nostra responsabilità ci indica che tutto ciò avviene in risposta ad una domanda di comunità. In quanto vive ed opera nella polis l’uomo è anche cittadino, ed in quanto cittadino è chiamato a fare bene ciò che gli compete “rispondendo”, appunto, delle proprie azioni verso se stesso e gli altri uomini.In un’epoca di pluralismo culturale, sociale e religioso, come la nostra, un mondo più umano non si costruisce certo sui nuovi miti dell’individualismo e del consumismo. Tuttavia, noi crediamo che all’alba di questo secolo ventunesimo sarebbe del tutto inadeguato e moralistico appellarsi astrattamente solo ai principi e ai valori, più o meno attuali, in cui siamo stati educati; tanto più se questo bastasse a ritenerci “giusti” e a sentirci liberi dalle contraddizioni della storia umana, evitandoci la fatica quotidiana della reinterpretazione e della mediazione e magari la dolorosa scelta del male minore. Serve, invece, cercare in coscienza e nel dialogo, se necessario con il dovuto supporto culturale e scientifico, ciò che è comune a tutti gli uomini. E serve poi agire concretamente, sperimentando ed eventualmente creando attraverso il proprio percorso professionale e umano “laboratori” significativi, per certi versi intenzionalmente virtuosi, di convivenza.   In entrambi i casi siamo chiamati a farci carico del conflitto, nella misura in cui questo cessa di essere scontro per prevalere sull’altro e diventa un passaggio necessario, per quanto doloroso, alla crescita concreta della persona. Vale infatti per ogni donna e ogni uomo, a prescindere dalla loro fede, il principio secondo cui il seme deve morire per produrre frutti. È un seme che cresce sino ad agire come un cuore pulsante.  

 

2.    PER UNA FORMAZIONE DINAMICA E AGGIORNATA

  Noi di Punto Europa pensiamo che la formazione debba essere centrata sulla pari dignità d’ogni persona. Al tempo stesso  guardiamo con attenzione a quanto i nostri “talenti” si arricchiscano dal confronto con le diverse competenze, messe in gioco dalla specificità dei contesti in cui, a più livelli, siamo inseriti. Per noi la persona è la risorsa fondamentale di cui prendersi cura e da qui vogliamo ri-partire, superando quegli steccati ideologici d’un passato che ancora non passa. In tal senso riconosciamo che c’è bisogno di una qualche motivazione comune per cominciare a dialogare. Rivolgendoci anzitutto alla persona, cuore e testa insieme, andiamo a sollevare un interrogativo di senso che a noi stessi e - se possibile - ai nostri interlocutori, spetterà poi alimentare e portare avanti. Per questo a noi di Punto Europa interessano donne e uomini disposti a valorizzare i propri talenti lasciando piccoli ma fecondi segni positivi in questo mondo. Con ciò non puntiamo a costruire una nuova aristocrazia, ma piuttosto favorire quelle nuove condizioni fondamentali di partenza senza le quali diventerebbe impossibile pensare ad una rinnovata formazione e alla nascita di una nuova e più aperta classe dirigente, due obiettivi primari di Punto Europa insieme alla crescita umana. Servono a questo punto nuove strategie, che superino il primato ideologico novecentesco dell’appartenenza e liberino energie nuove. Riteniamo insufficienti i momenti di formazione tradizionali, dove l’occasione si traduce generalmente in una conferenza o in un seminario, magari interessanti, ma troppo estemporanei per poter creare e consolidare quei forti eventi formativi ed in divenire  in cui invece vogliamo investire. Noi crediamo nella possibilità di un’offerta formativa molto qualificata e stimolante, dall’ambito locale a quello europeo e internazionale, dove lo spessore della proposta si possa sviluppare anche come forte momento relazionale, capace di creare amicizia e condivisione umana: formazione della persona e per le persone, ma anche della nostra rete e per ogni nuova rete che riusciremo a costituire. Anche per questo più che a semplici processi conoscitivi di apprendimento, noi pensiamo ad una formazione più moderna, solida quanto dinamica, fondata sulla capacità di incrociare singole competenze, culture e territori diversi, incontri personali. Tutto questo impone naturalmente una rivisitazione dei tempi della nostra giornata, soprattutto sotto il profilo della qualità: non si tratta infatti di moltiplicare i nostri impegni, ma piuttosto di percorrere vie fortemente innovative ed incisive agli inizi di un nuovo secolo

 

3. UN APPROCCIO CREATIVO E SOLIDALE ALLA POLITICA

  La politica è solo una competizione senza regole in cui uomini di partito litigano ritenendosi insostituibili? Per quale motivo il nostro Paese non è in grado di produrre rinnovamento in una classe dirigente sempre più datata, com’è avvenuto nel resto d’Europa? E tuttavia: come potrebbero cambiare le cose, se ci si limitasse a gridare che la politica è una cosa sporca, magari mentre si porta la borsa del potente di turno? Punto Europa vuole uscire dalle secche del cinismo e dell’indifferenza con la forza della ragione unita a quella del cuore, due componenti che danno all’uomo la possibilità di elaborare strategie adatte ad una realtà in continua evoluzione. Crediamo anzitutto nel primato della persona. Crediamo nella necessità di un forte legame con il territorio, ma sempre in dimensione europea e nello spirito di un’attiva e qualificata contaminazione tra diverse culture. Crediamo infine nella possibilità di costruire programmi di coraggioso riformismo, discussi ed il più possibile condivisi.In questo contesto, ci facciamo carico della natura necessariamente compromissoria di ogni scelta, cercando tuttavia responsabilmente il punto di incontro più alto possibile tra istanze e storie diverse, in una dialettica fortemente democratica. Intendiamo dare alla politica un’accessibilità concreta, creando nuovi spazi e nuovi luoghi di confronto, consci che è nel rapporto sinergico tra pre-politico e politico che stanno nascendo le esperienze più interessanti per progettare il futuro. Siamo convinti che su queste basi sia possibile affrontare anche la sfida del rinnovamento della classe politica: con una spinta forte ed organizzata, destinata certamente a crescere in tempi e in modi diversi, ma secondo una strategia unitaria e partecipata, non più semplicemente sotto il peso delle urgenze. Vogliamo iniziare tale percorso dalle nostre professioni e competenze in ambito pre-politico. Ma non rinunceremo tuttavia ad investire su donne e uomini che riterremo adeguati alla sfide del futuro anche in campo politico.

 

4. UNA RETE DI COMUNICAZIONE E DI FIDUCIA RECIPROCA    

La persona è essenzialmente relazione, è un nodo tra tanti nodi, espressione di legami umani mai del tutto uguali ma fortemente motivati che possono e vogliono reciprocamente comunicare. La ricerca di relazione nasce dalla consapevolezza che da soli non siamo in grado di intuire la bellezza del mondo, ma abbiamo bisogno dello sguardo dell’altro, della sua parola, talvolta del suo amore. Anche in vista di quanto vogliamo costruire attraverso Punto Europa c’è bisogno di una rete leggera, aperta e dinamica, fondata anzitutto su un patto di fiducia reciproca che si stabilisce e cresce attraverso la costruzione quotidiana di un linguaggio condiviso, nell’intima convinzione che la ginestra può sopravvivere solo attraverso la “social catena”. Importante, in questo contesto, sarà la cura della qualità dei nodi, mettendo al centro le ragioni più vere della singola persona, senza l’ansiosa ricerca dei grandi numeri. Per questo ci impegniamo ad essere tutti “facilitatori” non solo di informazioni, ma soprattutto di buone esperienze. Vogliamo quindi spenderci attivamente per la crescita delle nostre comunità, a partire dai nostri territori, partecipando di persona e da protagonisti ad una rete capace anche di incidere attraverso tante sotto-reti:dove la valorizzazione dell’ambito territoriale si coniuga con il perseguimento della propria mission, locale e europea, nell’ambito degli interessi e delle competenze scelte. Non abbiamo fretta, ma ci curiamo piuttosto di fare bene e fino in fondo quanto ci siamo preposti, convinti che i frutti del lavoro di lungo periodo, coltivati con costanza e tenacia, sono i più gustosi e significativi.  Il marinaio che tesse la sua rete sul molo insieme a tutti coloro che amano il mondo in cui è cresciuto non ha mai fretta. Non per questo non osa e non opera scelte impegnative allorché torna a navigare. Il montanaro che sale il sentiero della montagna mantiene lo stesso passo. Non per questo cessa di salire e di contemplare le sue montagne.

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