Diario di viaggio – 3°, 4° e 5° giorno

18 aprile. –  Siamo già arrivati a metà del nostro percorso, ed è ora di lasciare Colonia per andare verso Metz, e poi a Strasburgo. Di buon mattino, perciò, partiamo con il pullman per raggiungere la nostra meta. Dopo un viaggio tranquillo giungiamo alla casa di Metz, di fronte ad una graziosa chiesetta dove, in una cappella a fianco, dimorano le spoglie di Schuman. Lì incontriamo una ricercatrice del Centre européen Robert Schuman, che compie un’esauriente esposizione di quelli che sono stati gli elementi fondamentali che hanno caratterizzato la vita del padre della dichiarazione del 9 maggio del 1950. Ciò che colpisce è come questo politico francese, primo presidente dell’Assemblea Parlamentare europea, sia stato un autentico uomo di “frontiera”, e abbia compiuto studi in diverse università tra la Francia e la Germania, arricchendosi delle culture delle città che lo hanno ospitato. Successivamente, abbiamo visitato la sua casa, nella quale viveva in solitudine, adornata semplicemente, dove scaffali di libri in diverse lingue, sono disposti lungo le pareti. Anche l’abitazione di Schuman è circondata da un giardino, e così alcuni hanno deciso di improvvisare sul prato una bandiera europea. Successivamente abbiamo ripreso il pullman, per giungere in serata a Strasburgo.

 

19 aprile.  - Giornata ricca ed intensa. Partiamo per Strasburgo, per una visita alla città francese, ma già dalle prime ore si percepisce un clima diverso. Già vivida è l’emozione per il programma pomeridiano, l’incontro al Parlamento dell’Unione Europea; e si vede anche da cosa indossiamo che quella è una giornata particolare. Di fronte alla Cattedrale ci attende la guida per un tour della città, di origine friulana, che ci conduce prima dentro la chiesa, dove osserviamo incantati le vetrate e soprattutto l’orologio astronomico monumento d’arte, dove personaggi biblici, pagani e rappresentazioni delle stagioni, lo decorano e segnano le ore e i principali eventi astronomici. Dopo di che, ci addentriamo nelle vie della città, e in particolare raggiungiamo le Petite France, pittoresco quartiere, famoso per le sue case in legno a vista. Al termine del bellissimo tour, dopo pranzo, ci avviamo nella zona delle istituzioni europee, e finalmente arriviamo alla maestosa struttura dove è situato il Parlamento, là l’adrenalina è già alle stelle e sotto un tripudio di bandiere, scattiamo numerose foto, testimonianza del nostro passaggio. Dopo i controlli preliminari, entriamo nella sede, e in una sala attendiamo  Herbert Dorfmann, parlamentare sudtirolese, al quale rivolgiamo domande sulla sua attività all’interno del Parlamento, dopo che un suo assistente ci ha illustrato le principali funzioni del Parlamento. In seguito assistiamo ad una discussione della commissione per le politiche agricole, anche se non alla votazione che si tiene a mezzogiorno. Ascoltiamo i diversi interventi e rimaniamo positivamente colpiti, anche se la riunione tratta di una tematica particolarmente tecnica.

Ritorniamo, dopo cena, in albergo, affaticati, ma con impressi i momenti salienti della giornata appena trascorsa.

 

20 aprile. – Ultimo giorno. Con il pullman carico di valigie, ci avviamo per la visita alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo e del Consiglio d’Europa. La mattinata trascorre tra le due istituzioni: durante la prima visita incontriamo un avvocato della cancelleria, che prima ha lavorato come giudice per le indagini preliminari a Palermo, che ci illustra le modalità con le quali è possibile per un cittadino che ritenga, che uno dei diritti tutelati dalla CEDU sia stato violato, ricorrere alla Corte. Ci illustra il grande successo degli ultimi dieci anni, ma anche le problematiche, in particolare il rischio dell’intasamento delle attività della Corte, e di come, proprio in questi giorni, si stia discutendo sulle possibilità di cambiamento per accelerare i processi.

Successivamente, ci rechiamo alla sede del Consiglio d’Europa, organizzazione internazionale formata da 47 paesi, che lavora dal 1949 per circa 800 milioni di persone, i cui scopi principali sono la salvaguardia dei diritti fondamentali, la tutela della democrazia e dello stato di diritto.

Al termine della visita, con la malinconia che sale, saliamo sul pullman, per ritornare in Italia. Durante il percorso, continuiamo a discutere dell’esperienza vissuta che sta per terminare. Già i primi giudizi sono molto positivi, anche se siamo consapevoli che, dal momento che si tratta di un primo esperimento, ci sono dei punti perfezionabili. Passiamo dalla Svizzera, per poi scendere dal Lago di Como, passare da Milano, Verona e infine Trento.

Parlando, ci rendiamo conto di aver attraversato ben cinque paesi nel cuore dell’Europa; abbiamo visto mutare il paesaggio, sempre diverso, quasi fiabesco in certi punti. Questi stessi luoghi, anche se più o meno modificati dal tempo, avranno rapito gli sguardi di Schuman, De Gasperi e Adenauer, durante i loro continui spostamenti, che hanno compiuto prima di tutto da studenti universitari. Chissà se già in quei momenti, si poneva nel loro animo il seme, dal quale poi è germogliata l’Europa di oggi. Di certo, abbiamo potuto vivere sulla nostra pelle una forma di integrazione europea. Gli istanti indimenticabili hanno creato una rete di amicizie che vogliamo, e dobbiamo alimentare anche domani, quando ritorneremo alla nostra quotidianità. Poter ascoltare le voci di chi ha messo in gioco se stesso per l’Europa, è forse il ricordo più forte che non si cancellerà mai. Non vogliamo fermarci, vogliamo andare oltre affinché, nel nostro piccolo, possiamo contribuire a rinnovare il sogno dell’Europa unita, dell’Europa della pace.

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